CivaMeo
Quelli che muovono
Nella provincia di Venezia (il mio collegio) continua la “battaglia” delle deroghe al secondo mandato per i consilgieri regionali. Perché il PD della mia regione ha uno statuto più restrittivo di quello nazionale e pone un limite di due mandati. I consiglieri regionali del PD che ne hanno già fatti due sono diversi nella mia regione. A volersi ripresentare con deroga però ce ne solo solo due e sono entrambi nella provincia di Venezia. Come area Marino e con diversi circoli abbiamo chiesto che le deroghe non vengano concesse, abbiamo chiesto che venga rispettato lo statuto regionale e soprattutto che si liberino spazi e possibilità di misurarsi per una intera generazione politica altrimenti destinata a sparire.
Riporto qui sotto alcuni brani di una lettera inviata a un circolo a sostegno della mia candidatura alle regionali da un iscritto che riporta dei brani di un bell’articolo di Zingales.
“… Questo concetto viene ripreso e sviluppato in maniera più compiuta da Luigi Zingales su L’Espresso di questa settimana.
Scrive Luigi Zingales:
“ … Ogni leader, anche il migliore, ha dei punti deboli. Organizzazioni guidate per troppo tempo dallo stesso leader tendono ad amplificare queste debolezze. Se il leader è troppo vanitoso, l’organizzazione tende ad essere popolata di adulatori, se è un visionario, tende a trascurare la gestione quotidiana, mentre se è un accentratore, soffoca la crescita professionale dei sottoposti. Il ricambio tende a compensare queste debolezze. Per di più la consapevolezza di un limite imposto al mandato induce un leader a creare un’organizzazione non accentrata sulla sua persona, ma capace di funzionare anche senza di lui.
Questi problemi esistono anche nelle imprese. Ma le imprese devono confrontarsi ogni giorno con la competizione sui mercati. Se non si adattano, muoiono. Nelle istituzioni politiche, invece, l’unica forma di competizione è quella elettorale. Ma è una competizione falsata, perché chi è al potere ha due vantaggi enormi: il potere permette di comprare consenso e nell’incertezza gli elettori tendono a preferire chi già conoscono. Una delle funzioni dei limiti alla rieleggibilità è proprio quella di ristabilire una maggiore uguaglianza dei punti di partenza nella competizione elettorale, affinché vinca il migliore e non il più potente …”
Insomma: il concetto è questo: va ripristinato il rapporto tra potere e consenso: non deve essere utilizzato il potere per acquisire il consenso ma è il libero consenso dei cittadini che legittima il potere, e se come dice il proverbio arabo: “il genere umano si divide in tre classi: gli inamovibili, quelli che sono mossi, e quelli che muovono” io voglio stare tra quelli che muovono.
Posted in Uncategorized | 6 commentsPer il dialogo tra le generazioni
La questione delle deroghe ai mandati nel Partito Democratico in realtà non è un problema. E comunque se qualche d’uno lo considerasse tale per il patto tra generazioni di cui già aveva così bene parlato Veltroni nel suo discorso del Lingotto c’è un rimedio sicuro, un luogo dove portare i nostri amici e compagni democratici con più anni di espereinza alle spalle.
Per una politica della solidarietà tra le generazioni in cui ognuno faccia la sua parte e per risolvere alla radice il problema delle deroghe per le candidature in consiglio regionale.
Piccolo approfondimento
Sul tema della “loro libertà, nostra civiltà“, il quotidiano L’Unità sabato 23 mi ha pubblicato un commento che vi linko qui.
Per il resto ieri in Direzione Nazionale PD, oggi a Canale Italia e (influenza in arrivo permettendo) al tavolo della coalizione regionale.
Una bella nasata sul ginocchio
Non so perché oggi mi ronza per la testa questa citazione da Provaci ancora Sam: “Com’è andata?
C’è stata una rissa.
Cosa? Ti sei cacciato in una rissa?
Già.
Con chi?
C’erano dei tipi che davano fastidio a Julie e…gli ho dovuto dare una lezione.
Sei tutto intero?
Sì, sto benone: a uno gli ho dato una botta col mento sul pugno, e a quell’altro una nasata sul ginocchio…”
e intanto vado in direzione nazionale PD a sentire chessidice…
Primarie veneziane
Domenica prossima a Venezia ci sono le primarie per il canididato sindaco del centrosinistra. Abbiamo saputo ieri sera che dall’altra parte ci sarà Renato Brunetta, che si candida a fare il sindaco nel week-end. Del resto Venezia è una città fantastica per passarci il fine settimana.
Qui le interviste triple che i Giovani Democratici di Venezia-Mestre hanno fatto a: Gianfranco Bettin, Laura Fincato e Giorgio Orsoni.
Buona visione.
Marino risponde
Dalla parte sbagliata
Pare che Ignazio Marino avesse sbagliato mozione. Se questa storia è vera è allucinante e comunque, i malati di fegato ringraziano.
Posted in Uncategorized | 1 commentLa loro libertà è la nostra civiltà
Sono contenta di questa notizia e voglio darne maggiore risalto.
Per Almas Mahmood che è riuscita a sfuggire al matrimonio combinato e, purtroppo, per Xaana e Hina che non ce l’hanno fatta.
E per noi che dovremmo smettere di fermare la nostra idea di libertà sulla soglia delle tradizioni nostre ed altrui e delle comunità che vivono nel nostro paese. Nella mia regione, il Veneto, ci sono 4600 donne che hanno subito mutilazioni sessuali, ne avevo già scritto qui. Oggi vedo che da pochi giorni la Regione Veneto ha varato un piano di contrasto contro la pratica dell’infibulazione. E per fortuna (non importa se è di centrodestra, non sappiamo se basterà) che qualche d’uno ha cominciato ad occuparsene.
Perché la nostra civiltà oggi si misura anche attraverso la libertà che riusciamo a garantire alle giovani e ai giovani nuovi italiani.
Ipocrisia senza frontiere
Una clinica mobile per fornire assistenza sanitaria, 2mila kit con generi di prima necessità come coperte, taniche per l’acqua e saponi per alleviare le sofferenze.
No, non sono gli aiuti che stiamo mandando ad Haiti, sono gli aiuti che Medici Senza Frontiere hanno mandato a noi, in Italia, nella piana di Gioia Tauro, a fine dicembre del 2009.
Eh si, perché, chi l’avrebbe mai detto, Medici Senza Frontiere opera nel nostro paese per aiutare i lavoratori stagionali stranieri dal 2003 e se i medici non hanno frontiere, il nostro paese ce le ha eccome, soprattutto quelle dell’ipocrisia e di chi non sapeva, non vedeva e non parlava. Ma forse anche di chi oggi dibatte con ispirato fervore su chi sia il miglior candidato alla presidenza della regione Calabria.
Questo è il rapporto di Medici Senza Frontiere del 2005 dove si parla diffusamente anche della Calabria e di Rosarno.
Perché, come diceva ieri un amico che ringrazio di questa segnalazione, di queste cose se ne parla da anni: nella stampa straniera.
