martameo

L’outing di Travaglio

L’outing di Travaglio non è una notizia, perché già si sapeva dal 29 marzo che il giornalista avrebbe votato per l’Italia dei Valori.
Ma poi, detto tra noi, non mi sembra granché interessante. Se poi tutto questo deve servire a tenere il giornalista liberal-conservatore ancora un po’sui media va bene, evidentemente a qualcuno interessa e immagino che a lui servirà a vendere un po’di più. Evidentemente anche Travaglio ha capito che a querelare e farsi querelare sale l’audience e si fa scaffale. Del resto mi risulta che anche il suo sodale politico, il comico promotore dei V-day, lo sappia bene. A questo punto c’è da chiedersi a quando l’uscita del pamphlet di Santoro.

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Se si balla non vengo

E poi alla fine fanno la corrente, solo che la chiamano “una nuova struttura legata ma aperta a tutti“. Non abbiamo ancora cominciato a discutere, abbiamo appena approvato il Manifesto dei Valori del PD e sentono già questo gran bisogno di dirsi: “se si balla non vengo…”.

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A proposito di radicamento del PD

Si fa un gran parlare del radicamenteo del Partito Democratico.
Non so perchè oggi continua a venirmi in mente questa canzone.

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Politica ON/OFF

Oggi vorrei fare finta di avere la possibilità di accendere e spegnere l’interruttore del proprio essere politici.

Politica OFF - Pensando alla scelta di fare un governo ombra, pensando all’idea di chiamarlo proprio governo ombra e pensando alla sua composizione mi viene lo scoramento. Se proprio si doveva fare il governo ombra credo che si potesse osare di più, rappresentare di più e meglio i territori con veramente in testa l’idea di organizzare l’opposizione in parlamento al di là delle correnti (esistono? si chiamano così?) piuttosto che di ricorrere ancora una volta al vecchio e caro Cencelli.
Politica ON - Sul riaccendere l’interruttore preferirei saltare un giorno, ritento domani.

I miei amici la pensano così, così, e così.
Ma il meglio è senza dubbio lui.

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Coordinamento del Nord

Domani vado a Milano alla prima riunione del Coordinamento del Nord. Spero questa sera di riuscire a trovare un po’di tempo e di tranquillità per riordinare le idee in vista di un mio possibile intervento.
In realtà non sto pensando ad altro (quasi) da giorni ma non ho ancora “fissato” niente perchè sono ancora traumatizzata dalla visione del video sul primo Coordinamento del Nord dei DS.
Spero domani di non avere una orribile sensazione di deja vu, sarebbe qualcosa che smonterebbe il mio entusiasmo già provato dalle ultime elezioni.
Ma si accettano suggerimenti e suggestioni, scrivetemi. Ragioniamoci insieme.

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Quando libertà diventa Wrestling

Vi prego guardatelo.
Questo è il messaggio di John McCain, candidato repubblicano alle presidenziali del 2008 al cosiddetto “popolo del Wrestling”.
Un concetto semplice e fondativo per gli americani come la libertà diventa: “Wrestling is about celebrating our freedom”!

Come dire: quando la politica per farsi popolare si fa camaleontica, la Libertà diventa Wrestling.

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Il PD coi baffetti

Nasce il Partito Democratico di Massimo D’Alema.
L’ex Ministro diessino riunisce i suoi parlamentari (non sapevo che possedesse anche dei parlamentari) con l’intento di rafforzare Italienieuropei e di indebolire Veltroni, anzi di mandarlo a casa con un ticket Bersani-Letta.

E’ così, nascono le prime correnti del PD che, naturalmente, vanno ad aggiungersi a quelle di DS e Margherita.
Nicola Latorre, naturalmente, smentische che si tratti della nascita di una nuova corrente.
Un bel vedere, non c’è che dire.

All’incontro c’erano: D’Alema, Bersani, Michele Ventura, Nicola Latorre, Barbara Pollastrini, Felice Casson, Gianni Cuperlo, Lino Duilio.

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Verona in nera

L’altra sera ero invitata a una puntata de “Il rosso e il nero” su Telenuovo. Il tema doveva essere l’ultimo rapporto del Ministero degli Interni sull’immigrazione, ma la vicenda del pestaggio e della morte del ventinovenne Nicola Tommasoli di Verona ha imposto un cambio di tema.
La trasmissione è uno di quei talk show televisivi un po’gridati, ma molto “al pezzo” sulla notizia, attento ai temi locali.
Tra gli invitati c’era anche il sindaco di Verona Tosi. Gli ho detto che in questo clima a forza di minacciare l’uso delle armi e della violenza anche da parte del suo leader qualcuno forse ha cominciato a credere che tra la curva del Verona e l’amministrazione comunale si fosse creato una sorta di terreno d’impunità. Gli ho anche detto che deve prendersi l’impegno anche lui di fare un lavoro nella tifoseria e tra i giovani veronesi, oltre che a proibire di fumare ai giardinetti e mangiare il kebab per strada.

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La meglio analisi del voto

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è quella di Stefano Disegni

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Ne abbiamo davvero abbastanza

Con ormai 20 milioni di visitatori all’anno (e forse altrettanti alle porte), con una vivibilità del centro storico ridotta pressoché al lumicino con la vicenda dei colombi di Piazza San Marco la politica veneziana sembra voler continuare a volare basso.
Ma lui, il grigio volatile la fa da padrona e diventa il protagonista della manifestazione del 1° Maggio in piazza San Marco.
Da oggi i venditori di grano se ne devono andare ma qualcuno aveva fatto credere loro che in alternativa al grano avrebbero potuto vendere souvenir.
Tuttavia le cose non sono andate come previsto perché qualcuno si è opposto e ora i banchetti devono chiudere e le licenze alternative per una decisione del Consiglio Comunale si dovranno tramutare in un congruo (sulla base della dichiarazione dei redditi, no?) indennizzo.
Apriti cielo. L’Assessore alle Attività Produttive fa sapere che, con un atto di forza, è sua intenzione dare ai titolari dei banchetti del grano delle licenze provvisorie (in che senso provvisorie?) per la vendita di souvenir in varie parti della città.

Se Venezia è città tanto amata lo è anche per i vuoti e gli scorci che inaspettatamente ti regala. E’ una città bella e famosa per quelle visuali che, se continuiamo a occupare e a saturare con ingombri (che peraltro servono solo all’interesse di pochi) perderemo in modo definitivo.
Continuare a privarsi di pezzi di spazio pubblico è perseguire una strada di impoverimento collettivo miope e poco lungimirante che di certo non porterà ricchezza.
Per questo penso che noi, in centro storico, di banchetti per la vendita dei souvenir ne abbiamo davvero abbastanza, mentre al contrario, tra banchetti e plateatici di suolo pubblico ne abbiamo sempre meno.
Invito pertanto il Sindaco e l’Assessore Bortolussi a valutare con la dovuta attenzione e la lungimiranza che una buona amministrazione deve avere se il costo di un indennizzo vale la perdita (provvisoria?) di ulteriori fette di spazio pubblico nella nostra città.

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