Vorrei un kebab. Vada a Teheran.
Vorrei un kebab. Vada a Teheran, disse il sindaco di Lucca.
Vorrei una pizza. Vada a Napoli, disse il sindaco di New York.
Vorrei un risotto. Vada a Milano, disse il sindaco di Parigi.
Vorrei un sushi. Vada a Tokio, disse il sindaco di Berlino.
Vorrei una Paella. Vada a Madrid disse il sindaco di Roma.
Insomma siamo al delirio. A Lucca solo cibi italiani recita un’ordinanza del sindaco. Cibi italiani da consumare al chiuso in ambienti in tutto e per tutto rispettosi della tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo del luogo.
C’è da chiedersi se mai un architetto, che so io pisano, possa avere la titolarità a certificare la tipicità architettonica dell’ambiente.
C’è da chiedersi se io che mi voglio fare un piatto di farro devo compilare un modulo per chiedere il permesso al sindaco di Lucca e pagare un bollo in fiorini.
10 Comments so far
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A Lucca
Razzismo a norma di legge. Non credo che neppure il Ku Klux Klan sia mai arrivato a tanto.
Pazzesco… che livello di rincoglionimento generalizzato in ’sto paese del cavolo. ma quend’è che ci fanno il favore di ricolonizzarci gli austriaci o i francesi per ridarci una botta di civiltà ?
daniele,milano
[…] al racconto di Marta scopro che a Lucca si potrà mangiare solo specialità lucchesi. Razzismo gastronomico cucinato, […]
Secondo me, in ogni caso, non è in alcun modo legittimo, neanche a piangere.
c’è un lato teorico, ed uno pratico.
sul secondo segnalo il commento che ho trovato sul blog dell’oste http://www.osteria138.net/
ecco il commento:
http://www.osteria138.net/2009/01/26/pulizia-gastro-etnica/#comments
[…] Alcuni contributi in merito da : Il primo cerchio Martameo Quintoquarto Theresnolifebeforecoffe ItalyItalia Dome Un posto dove appendere il […]
La paella è di Valencia, quindi, secondo il ragionamento dei mentecatti di Lucca, a Madrid non la devi trovare!
La paella sta alla Spagna come gli spaghetti all’Italia, godono di uno speciale lasciapassare.
ma se uno abita in centro
può cucinare il kebab in casa
o rischia di infestare, con fumi e odori stranieri, il clima gioiosamente tipico?
Ma quale razzismo o delirio, svegliatevi maledetti dementi che l’Italia è già un prodotto finito al meglio di tante culture e genti…
Qui abbiamo tutto, per ricchi e poveri, cose buone o ancora forse brutte… ma non c’è bisogno di altro davvero!
Vengono tutti qui, fanno come vogliono, e ci danno addosso ipocritamente bollandoci di “razzismo”…
I nostri prodotti tipici sono il risultato di secoli e secoli di fatica e arte valorizzati assieme: D.O.C. e D.O.P. ce n’è in ogni regione… e quanto dolore e sangue per difenderli!
Altro che razzismo (vocabolo che non c’entra nulla col gstronomico ma solo con la vigliaccheria di chi ce lo ha usato)!!!
E se qualcuno volesse spendere poco qui, per mangiare bene e nutriente, è sufficiente provare il “fast food” siciliano.
Altrimenti che vadano pure alla mensa della Caritas o agli sporchi paesi loro dove sgozzano vivi ancora gli animali per mangiarli!
Giratela l’Italia, maledetti scemi ingrati, e imparate ad apprezzarla tutta.
Amen